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Design, Tutorial

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Ricordo ancora la sensazione di smarrimento che avevo a scuola davanti al foglio bianco prima di iniziare un disegno di ornato modellato o di architettura. Questa sensazione a volte si presenta ancora oggi quando, davanti al monitor del computer (sono cambiati i tempi…), devo iniziare un nuovo progetto di grafica o di impaginazione. Quando apriamo il nostro bel programma infatti, Illustrator o InDesign ad esempio, la prima cosa che ci chiede è di scegliere il formato del documento.

Fortunatamente sono diverse le domande che possiamo porci per semplificarci la vita e fare la scelta giusta. Tante sono le cose da considerare ed è fondamentale chiarirsi bene le idee prima di iniziare un progetto. Certo è possibile modificare il formato strada facendo, però è meglio evitare una cosa del genere perchè da questo dipende la resa finale dello stampato, la sua realizzazione ed i suoi costi!

Prima di tutto bisogna dire che oggi è possibile realizzare ogni tipo di stampato. Ci sono però dei formati “standard” o “iso” che possono essere un buon punto di partenza. Nel 1975 l’Istituto Tedesco per la Standardizzazione (DIN) codificò nella norma ISO 216 i formati per la carta, creando la serie A e B. Esiste anche la serie C, utilizzata principalmente per le buste. Questi formati standard sono usati prevalentemente in Europa (negli Stati Uniti e in Canada si usa il formato “Letter”).

 

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I formati standard (ISO)

Ma come sono nati i formati standard? L’idea è stata quella di partire da un foglio che avesse la superficie di 1 m2 (A0 – 118,9×84,1 cm), e dividere il lato lungo in due mantenendo sempre le stesse proporzioni (1:1,41). Il risultato è che un foglio A1 equivale ad un A0 piegato a metà, da metà A1 si ottiene l’A2 e così via fino ad ottenere i formati più comuni come l’A3 o l’A4 (21×29,7 cm). L’A5 è molto usato per i block notes, l’A6 per le cartoline. La serie B è invece molto usata per i poster e le stampe di grandi dimensioni.

Nella scelta del formato però si deve tener conto che lo stampatore non userà dei fogli a formato del nostro progetto, ma userà dei fogli più grandi che saranno ottimizzati per le lavorazioni, il risparmio di carta e la riduzione dei costi.

I formati più utilizzati dagli stampatori sono 70×100, 64×88, 50×70, 35×50 e 44×64 cm. Questo se si stampa a foglio, le cose sono invece un pò più complesse se si stampa a bobina, per via dello sviluppo del cilindro di stampa.

 

Uno schema illustrante la serie di formati ISO A comparati con i formati "lettera" e "legale" americani

 “A size illustration2 with letter and legal” di User:Bromskloss – Based on Image:A_size_illustration2.svg and Image:A size illustration.png.. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:A_size_illustration2_with_letter_and_legal.svg#/media/File:A_size_illustration2_with_letter_and_legal.svg

 

Come scegliere il formato più adatto

Come ho detto prima sono diverse le considerazioni da fare nella scelta del formato più adatto al nostro progetto. Un consiglio, che può sembrare banale, è quello di guardarsi intorno e vedere cosa hanno fatto gli altri. Questo perchè le loro scelte probabilmente sono stata già fatte sulla base di queste considerazioni, e non solo. Il volantone del supermercato, ad esempio, ha un determinato formato (grande) perchè si presta meglio ad “urlare” la promozione del giorno, e perchè è sicuramente ottimizzato per la fase di stampa e i relativi costi.

Il formato piccolo generalmente è comodo, maneggevole ed economico. A parità di dimensione di un foglio di stampa, più piccolo è il formato finito e più pagine ci stanno. Ad esempio su un foglio 70×100 cm entrano 16 pagine A4 e 32 pagine A5.

Orientamento orizzontale o verticale?

La scelta dell’orientamento di un progetto può fare la differenza nella resa finale. In linea teorica i formati “a libro” (verticali, con la base più piccola dell’altezza) sono più maneggevoli e facili da consultare, mentre quelli ad “album” (orizzontali) sono più adatti a stampati in cui serve una lettura orizzontale o dove ci sono foto molto grandi o landscape.

La cosa importante comunque è che il rapporto tra base e altezza sia sempre armonico e piacevole alla vista. Il formato quadrato rappresenta il massimo della regolarità, anche se è più costoso perchè non sfrutta al massimo il foglio di stampa.

 

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Ultimi consigli

Quando vi vengono date delle misure assicuratevi che siano esatte. Chiedete sempre conferma al vostro account o persona di riferimento! Mi è capitato, fortunatamente non molte volte, che le misure date di base e altezza erano invertire… Ma allora cosa si indica prima? La base o l’altezza? La prima misura espressa è la base, seguita dall’altezza. Ricordatevi però che il discorso è inverso per le buste, dove il primo numero indica l’altezza.

Specificate sempre le misure di un progetto, anche se si tratta di formati ISO. Essere chiari è fondamentale!

Specificate sempre anche l’unità di misura, che va indicata abbreviata, senza punti e dopo i numeri (es. 21×29,7 cm).

Per gli stampati indicate sempre se si tratta di formato aperto o chiuso.

Conclusioni

Ma allora esiste il formato perfetto? La risposta è no… Possiamo però dire che la sua scelta deve essere il giusto punto d’incontro tra le esigenze “creative/comunicative” del designer e quelle “tecniche/realizzative” dello stampatore.